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giovedì 14 maggio 2020

Un rappresentante dell'immagine: Vance Packard e il "Persuasori occulti" - STEP #16

Tutto cambiò con l'avvento della televisione: questo nuovo artefatto entrò nelle case di ogni famiglia, tenendo compagnia a queste in ogni momento della giornata, cambiando profondamente il modo di accedere alle informazioni, diventando così reperibili a tutti. Questo piccolo schermo fu il mezzo che, secondo Vince Packard, segnò una vera e propria rivoluzione economico-sociale, iniziata nel XX secolo e di cui ne risentiamo gli effetti ancora adesso, i quali sono amplificati a dismisura dall'avvento delle nuove tecnologie soprattutto nel campo delle comunicazioni di massa. Basandosi su un lungo e attento studio di documenti e interviste, l'obiettivo di Packard è quello di illuminare i lettori su come il capitalismo americano (e quindi di conseguenza tutta l'economia mondiale), verso la fine degli anni cinquanta, decide di risolvere un  problema: creare mercati sufficienti per una produzione sempre più aggressiva in termini quantitativi. Economicamente parlando: evitare le crisi di sottoconsumo. In un mondo che infatti è appena uscito dal suo secondo conflitto mondiale, gli stati hanno la necessità di far ripartire la propria macchina produttiva, risollevando l'economia nazionale dagli effetti che la II Guerra Mondiale comportò. In particolar modo, l'industria è più che mai in fermento considerati gli ingenti danni provocati dalla devastazione della guerra.
Ed è proprio qui che interviene la pubblicità, definita appunto dal sociologo come un "persuasore occulto", un entità cioè non manifesta che tuttavia si mostra capace di controllare le nostre scelte.
Dalla lettura dell'opera si può facilmente dedurre che nessuna sfera della vita era al sicura da quelli che verranno poi definiti dei veri e propri psicologi della società di massa: infatti, la nuova generazione degli agenti pubblicitari stravolsere le regole del gioco, facendo assumere al consumatore un ruolo centrale nella scena. I prodotti erano da sempre sottoposti a studi ma mai prima di allora ci si era chiesto il motivo per cui la massa dovesse essere tantata a compiere l'acquisto.
Packard aveva capito che i consumatori dovevano essere sottoposti ad analisi più meticolose. Era necessario entrare nelle loro teste per comprendere il processo alla base delle loro pulsioni di acquisto. I sondaggi e i focus group erano per Packard lo strumento più adatto. Non si trattava quindi di inserire fotogrammi in una pellicola per accendere un desiderio in modo subliminale. L’obiettivo era quello di acquisire informazioni dettagliate per produrre pubblicità sempre più efficaci.
All’epoca dei grandi illusionisti e prima della nascita della psicologia cognitiva si pensava che con la giusta parola si potesse aprire e controllare la mente di un individuo. Gioie, paure, angosce che galleggiavano nell’inconscio sarebbero deflagrate al momento giusto. "Il prodotto non soltanto dev’essere buono ma deve esercitare una suggestione sui nostri sentimenti annidati nei recessi della psiche." Alla pubblicità insomma si attribuiva il potere di aggirare il raziocino delle persone e di cambiarne i gusti.
Sei quello che possiedi e aspettare che un prodotto si deteriorasse o che passasse lentamente di moda era un sacrificio che il marketing pubblicitario non era disposto più a sopportare. L’idea di un invecchiamento psicologico iniziò a circolare tra gli addetti ai lavori per far sì che ad esempio "il cliente si vergogni a guidare la stessa auto per più di due o tre anni". Naturalmente il mercato automobilistico sperimentò altre tecniche di persuasione che possiamo trovare anche nelle pubblicità attuali. Basti pensare al concetto che "quando compro un’automobile io dico, in un certo senso, voglio una macchina che mi definisca". L’approccio scientifico stava producendo i suoi frutti e ben presto fu sperimentato anche durante le elezioni presidenziali del 1956. Packard non gradì che la manipolazione avvenisse a livello politico. Gli elettori indecisi cadevano sotto il fuoco incrociato di presunte dichiarazioni e pittoresche immagini dei candidati e delle loro mogli. Le fake news diciamo che ne sono in qualche modo la diretta conseguenza.




Fonti: https://www.dirtywork.it/blog/i-persuasori-occulti-appunti-sul-libro-di-vance-packard/
Immagini: https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/11/F-1.jpg 

mercoledì 13 maggio 2020

I limiti del progresso visto da uno schermo: la comprensione limitata alle immagini - STEP #15

E. Gombrich scriveva “Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine.”

Oggigiorno viviamo in una società dominata dalle immagini in cui la comunicazione passa attraverso foto e video e, anche se a volte appare scontato, ogni ambito della nostra vita ne è influenzato.

Che si tratti di promozione o che il fine sia la vendita di un bene, l’informazione viene mediata sempre più velocemente e le immagini diventano il carburatore che miscela contenuto e forma nel più breve tempo possibile. Seguendo questa linea guida. molte campagne pubblicitarie mirano a proporre un prodotto solo con immagini, presentandolo come unico nel suo genere e  il migliore tra ogni futura alternativa. Lo scopo della pubblicità/immagine diventa quindi quello di stimolare una propensione al consumo o prima ancora un’intenzione all’acquisto.

Ma l’informazione solo per immagini, quali svantaggi si porta dietro? In relazione ai limiti del progresso è inevitabile che, in un mondo sempre più oppresso dalla continue esigenze di produzione, l'uomo si perda il senso critico, lasciandosi abbagliare dai messaggi pubblicitari che mostrano il prodotto pubblicizzato solamente in superficie.

Sicuramente sarà sempre più difficile ritrovare una pubblicità simile a quella riportata qui a fianco (immagine pubblicitaria promossa da Coca-Cola Company negli anni '60) in quanto, a problemi moderni, sono richiesti approcci più vicini alla contemporaneità, soluzioni che possono essere riassunte nell'immediatezza di un immagine.  











Fonti: https://www.shapebureau.com/potere-delle-immagini-nella-comunicazione/
Immagini: Pubblicità Coca-Cola anni '60
                  Pubblicità Coca-Cola oggi

giovedì 7 maggio 2020

L'immagine dell'impossibile: come oggi è possibile fotografare i buchi neri - STEP #14

A poco più di un anno dall'evento, l'uomo diffondeva l’immagine elaborata dal progetto  internazionale Event Horizon Telescope: era il 10/04/2020 e su tutti i media non si faceva altro che parlare della prima fotografia a un buco nero. Per la prima volta nella storia infatti, è stato possibile immortalare ciò che fino a quel momento era stato invisibile per definizione, dando per la prima volta un volto a quello che Albert Einstein aveva teorizzato un secolo prima. Infatti il fisico tedesco, partendo dalle sue teorie, ipotizzo la presenza di tali corpi celesti, senza però poterne dimostrare l'effettiva esistenza (in quanto all'epoca, il progresso tecnologico non era sufficientemente avanzato per poter osservare tali campi gravitazionali); per affermare la veridicità delle tesi einsteiniane bisognerà aspettare il 2016 quando grazie alle onde gravitazionali si riuscì ad osservare questa enorme quantità di materia raccolta in un sol punto. L'EHT, acronimo indicante gli otto radiotelescopi situati in ogni angolo del pianeta dopo anni di lavoro - ne hanno finalmente svelato la forma, annunciando quella che è stata definita la “foto del secolo”, la prima immagine diretta della fascia più interna che avvolge un buco nero (M87). "Con questo esperimento abbiamo dimostrato che i buchi neri esistono, e che possono essere studiati con osservazioni astronomiche", spiegò Ciriaco Goddi, astronomo delle Università di Nijmegen e di Leiden e segretario del consiglio scientifico di EHT. "Provare l’esistenza di questi corpi celesti riveste un’importanza fondamentale nella nostra concezione dell’universo". La rappresentazione fornitaci ad anello è frutto di vari metodi di calibrazione e di imaging, i quali hanno rivelato una struttura ad anello con una regione centrale scura – l’ombra del buco nero – risultato che ritorna nelle molteplici osservazioni indipendenti fatte dall’Eht. Le osservazioni dell’Eht sono state possibili grazie alla tecnica nota come Very-Long-Baseline Interferometry (Vlbi) che sincronizza le strutture dei telescopi in tutto il mondo e sfrutta la rotazione del nostro pianeta per andare a creare un enorme telescopio di dimensioni pari a quelle della Terra in grado di osservare ad una lunghezza d’onda di 1,3 mm.




Considerazioni personali:
E' impossibile non definire il progresso tecnologico che stiamo vivendo come straordinario: in poco più di un secolo siamo riusciti ad evolverci sotto il punto di vista tecnico più di quanto non sia mai stato fatto durante tutta la storia dell'umanità. Siamo riusciti a conquistare lo spazio, quel limite invalicabile che per molte generazioni è stato visto come il limite assoluto per l'uomo, che ha ispirato storie fantascientifiche legate all'ignoto. Oggi, invece, siamo capaci non solo di vedere gli angoli più remoti della nostra galassia ma possiamo arrivare anche ad osservare eventi distanti 53 milioni di anni luce dalla Terra, osservando eventi si pensava fossero inesistenti dai nosti padri.

Fonti: https://www.focus.it/scienza/spazio/la-prima-foto-di-un-buco-nero
           https://tg24.sky.it/scienze/2020/04/08/prima-foto-buco-nero-anniversario
           https://www.media.inaf.it/2019/04/10/prima-foto-buco-nero/
Immagine: https://images.wired.it/wp-content/uploads/2019/04/10172029/buconeroM87EHT-2.jpg

martedì 21 aprile 2020

Come preservare la storia artistica di un Paese: il restauro di quadri

l restauro dei dipinti costituisce l’insieme delle operazioni atte a prolungare la vita del manufatto e implica un intervento sulla materia. Per estensione con “restauro” si intende il risultato dell’intervento ed anche la parte sottoposta a restauro. Secondo la Carta della Conservazione e del Restauro degli oggetti d’arte e di cultura (1987), il termine identifica “qualsiasi intervento che, nel rispetto dei principi di conservazione e sulla base di previe indagini conoscitive di ogni tipo, sia rivolto a restituire all’oggetto , nei limiti del possibile, la relativa leggibilità e, ove occorra, l’uso”.
Al di là di una precisa ma generica formula, il termine restauro dipinti si apre a molteplici definizioni, implicando non solo metodologie tecnico-scientifiche ma parametri critico-estetici, per i quali valga, a titolo esemplificativo, la nota definizione data da Cesare Brandi: “Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polarità estetico-storica in vista della sua trasmissione al futuro”.
Nel restauro dipinti si è soliti riferirsi con espressioni – peraltro discusse e contestate in vari ambiti – a due principali fasi di intervento: restauro estetico e restauro conservativo.
Con “restauro estetico” ci si riferisce genericamente alle operazioni non direttamente tese a consolidare la parte materica dell’opera, come nel restauro conservativo, ma volte a restituire leggibilità all’opera, quali le operazioni di pulitura e di reintegrazione pittorica. Tali azioni sono caratterizzate dalla necessità di affiancare alle metodologie tecnico-scientifiche riflessioni e quindi scelte dipendenti da fattori di ordine critico-estetico, secondo un modo di procedere particolarmente caratteristico della scuola di restauro italiana.
Il “restauro conservativo” è invece l’intervento di restauro che si limita a consolidare l’esistente, escludendo operazioni di ricostruzione o di reintegrazione (come nel caso del restauro estetico). Nel restauro dipinti, ad esempio, vengono essenzialmente individuate con l’espressione le operazioni tese a consolidare il supporto, la preparazione e il colore, ovvero gli interventi finalizzati a migliorare le caratteristiche meccaniche del manufatto e a bloccare, per quanto è possibile, i processi di degradazione chimico-fisica e biologica in atto.

Fonti: https://artenet.it/restauro-dipinti/

lunedì 13 aprile 2020

Messaggio pubblicitario: L'immagine del futuro nel marketing - STEP #05



Considerazioni personali
Se si pensa all'immagine del futuro nella quotidianità, non si può evitare di pensare ai vari modelli di automobili elettriche presentate nei saloni automobilistici in questi ultimi anni e, sicuramente, il brand Porsche è l'esempio di un marchio che non rinuncia alla linee della tradizione (presentando quindi un immagine di sé come una fiera sostenitrice dei propri ideali) senza però privarsi dell'innovazione delle nuove scoperte tecnologiche. "Different fuel. Same soul".

La fine: sintesi del blog - STEP #25

Con il termine immagine si vuole indicare la forma esteriore degli oggetti corporei , in quanto viene percepita attraverso il senso della v...