venerdì 17 aprile 2020

L'immagine nella poesia - STEP #07

Per diversi secoli, il ruolo della poesia è stato quello di catturare un istante, un'immagine, un emozione provata in un periodo della nostra vita. Non è difficile quindi stupirsi che molti poeti abbiano tentato di ritrarre l'attimo fugace che emoziona particolarmente. In particolare, Giovanni Pascoli è forse uno dei più famosi ed espressivi capace di catturare il momento e trascriverlo su carta.
Si considerino poesie come "Il lampo", "Temporale" e "Il tuono": tutte e tre sono incentrate sullo stesso tema, avente però in tutti e tre i casi connotazioni profondamente diverse 

Il lampo
E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.



Temporale
                                         Un bubbolio lontano...                                       

Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.



Il tuono 
E nella notte nera come il nulla,

a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì, di madre, e il moto d'una culla.

Considerazioni personali
Come si evince dalle tre poesie sopra riportate, Pascoli riesce a mettere in evidenza la fugacità del momento, catturando l'immagine della tempesta in diversi istanti: nel caso de "Il lampo" viene rappresentato il secondo in cui il bagliore derivante dal fulmine rischiara una cascina bianca nella buia notte, nel caso del "Temporale" il poeta tenta di dare una descrizione paesaggistica del panorama che gli si presenta e, quasi come un pittore impressionista, cerca di ritrarre il panorama. In entrambi i casi, come si evince, G.Pascoli tenta di trasmettere al lettore immagini soprattutto visive. Un attento studio sull'ultima poesia mostra invece, grazie a un sapiente uso di sinestesie, la prevalenza di immagini foniche, legate al cupo scoppio del tuono. In conclusione, come si evince dalla trilogia tratta da "Myricae" sopra riportata, si può affermare che il termine "immagine" non è strettamente legato a concetti prettamente visivi, quanto più anche a termini uditivi.

Fonti:https://www.libriantichionline.com/divagazioni/giovanni_pascoli_lampo
         https://www.libriantichionline.com/divagazioni/giovanni_pascoli_temporale
         https://www.libriantichionline.com/divagazioni/giovanni_pascoli_tuono

Immagine: https://vignette.wikia.nocookie.net/creepypastaitalia/images/8/81/Lampo_471.jpg/revision/latest/scale-to-width-down/340?cb=20140428180009&path-prefix=it

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