lunedì 8 giugno 2020

Il bello e buono: come nell'antica Grecia le buone virtù erano racchiuse in una persona

L’attributo con cui i Greci erano soliti indicare l’uomo ideale era "kalòs kai agathòs", che significa bello e buono, quindi l’aspetto fisico era posto sullo stesso piano di quello morale e l’uno non era completo senza l’altro; questa fu una concezione diffusa in tutto il mondo antico e che trovò in Grecia la sua massima espressione. La forza, la bellezza e l’armonia erano virtù di una persona almeno quanto l’intelligenza e la bontà d’animo, tanto che tutti gli eroi epici, da Omero in poi, vengono presentati come "kalòi kai agathòi"e in ogni poema sono presenti gare sportive la cui vittoria dà ai protagonisti lo stesso prestigio di una vittoria in una battaglia.
Anche la politica era permeata di bellezza: l’ideale aristocratico della "kalokagathia" significava infatti che l’essere “buono” (valoroso, ben nato, ben educato) non poteva essere disgiunto dall’esser bello (armonioso, nobile, splendente di gloria). Gli dei, i semidei, gli eroi, gli uomini che il mito e la storia ci tramandano, che la poesia e la statuaria ci consegnano, sono belli perché, nel loro corpo, partecipano della misura divina del mondo. Una bellezza, dunque, al tempo stesso individuale e collettiva, soggettiva e oggettiva, naturale e umana.
“La potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello” scriveva Platone. La bellezza del fisico corrisponde, insomma, alla perfezione morale ("kalokagathia"). L’attività atletica diventa un elemento di basilare importanza nell’educazione, accanto all’insegnamento delle discipline intellettuali. Lo sviluppo di un’armoniosa muscolatura, l’agilità, la destrezza fisica e l’attività ginnica in generale erano considerati sullo stesso piano e con lo stesso valore delle attività intellettuali. Sorgono e si moltiplicano in tutte le società greche appositi edifici, ginnasi, necessari ed indispensabili per una corretta educazione ("paideia") dei giovani. Il concetto greco non può che riflettersi nelle sculture della grecità e in quelle del Rinascimento italiano.



Mirone, 455 a.C. - Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, Roma

Fonti: https://candide.it/kalos-kai-agathos-ovvero-bello-e-buono

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